George Harrison non è stato soltanto il chitarrista dei Beatles, ma uno dei musicisti più influenti del Novecento. Il suo stile elegante, mai esibizionistico, ha contribuito in modo decisivo al suono della band più importante della storia. Dietro questa sobrietà musicale si nascondeva però una collezione di chitarre vasta, raffinata e storicamente irripetibile. Ma quante chitarre aveva George Harrison nel corso della sua vita?
George Harrison non è mai stato un collezionista compulsivo come altri chitarristi moderni, ma nel corso della carriera ha posseduto oltre 200 chitarre, tra elettriche, acustiche, prototipi, strumenti orientali e modelli unici costruiti appositamente per lui. Una collezione che racconta non solo la sua evoluzione musicale, ma anche quella della chitarra moderna.
Una collezione cresciuta insieme ai Beatles
Nei primi anni con i Beatles, tra il 1960 e il 1963, Harrison possedeva pochissimi strumenti. Erano chitarre scelte per necessità più che per passione collezionistica. Con l’esplosione del successo mondiale della band, però, la situazione cambiò rapidamente.
Tra il 1964 e il 1970, periodo di massima attività dei Beatles, George accumulò decine di chitarre, molte delle quali oggi considerate pezzi da museo. In quegli anni ogni nuovo album portava con sé nuove esigenze sonore, e Harrison era il Beatle più curioso dal punto di vista strumentale.
Le Gretsch: le prime chitarre iconiche
Le prime chitarre veramente iconiche di George Harrison furono le Gretsch.
Tra le più importanti:
- Gretsch Duo Jet del 1957, usata nei primi anni dei Beatles e visibile in moltissime esibizioni dal vivo
- Gretsch Country Gentleman, diventata uno dei simboli dell’era A Hard Day’s Night
Queste chitarre accompagnarono Harrison nel periodo in cui i Beatles passarono dai club di Liverpool ai palchi mondiali. Ancora oggi sono considerate parte integrante del “primo suono Beatles”.
Le Rickenbacker e la nascita del jangle sound
Uno dei momenti più importanti nella storia della chitarra avviene quando Harrison entra in possesso di una Rickenbacker 360/12 a 12 corde.
Questa chitarra non solo definì il suono di brani come A Hard Day’s Night e Ticket to Ride, ma cambiò per sempre il pop e il rock. Il suo timbro brillante e cristallino ispirò intere generazioni di musicisti, dai Byrds fino al britpop.
Harrison possedette diverse Rickenbacker, sia a 6 che a 12 corde, molte delle quali ricevute direttamente dall’azienda americana come strumenti promozionali.
Le Gibson e l’era psichedelica
Con l’evoluzione musicale dei Beatles, Harrison iniziò a usare sempre più spesso Gibson, soprattutto nella seconda metà degli anni ’60.
Tra le più celebri:
- Gibson SG Standard, usata durante il periodo Revolver
- Gibson Les Paul “Lucy”, una Les Paul Standard del 1957 in finitura rossa, probabilmente la sua chitarra elettrica più famosa
“Lucy” ebbe una storia travagliata, passando anche nelle mani di Eric Clapton, ma rimase uno degli strumenti più amati da Harrison. In totale, George possedette numerose Gibson, tra Les Paul, SG ed ES semiacustiche.
Le Fender e la maturità sonora
Negli ultimi anni dei Beatles e soprattutto nel periodo solista, Harrison sviluppò un forte legame con Fender.
La più famosa è la Fender Stratocaster “Rocky”, dipinta a mano da Harrison stesso con colori psichedelici. Fu utilizzata in brani storici come While My Guitar Gently Weeps.
Oltre a Rocky, George possedette diverse Telecaster e altre Stratocaster, spesso modificate o personalizzate. Le Fender divennero centrali nel suo suono più maturo, meno aggressivo ma estremamente espressivo.
Le chitarre acustiche e il lato spirituale
George Harrison non era solo un chitarrista elettrico. La sua collezione includeva molte chitarre acustiche di altissimo livello, fondamentali per la sua produzione solista.
Tra le più importanti:
- Gibson J-160E, usata fin dagli esordi con i Beatles
- Martin D-28, presente in molte sessioni post-Beatles
- Gibson J-200, usata per composizioni più intime
A queste si aggiungono strumenti orientali come sitar, tanpura e ukulele, che fanno parte a pieno titolo del suo universo musicale e spirituale.
Le chitarre costruite su misura
Negli anni ’70 e ’80 Harrison commissionò anche chitarre custom, costruite appositamente per lui da liutai e aziende prestigiose.
Il caso più celebre è quello della Fender Telecaster Rosewood, realizzata interamente in palissandro. Uno strumento rarissimo, diventato leggendario dopo l’uso nel concerto sul tetto della Apple nel 1969.
Queste chitarre non erano semplici variazioni estetiche, ma strumenti pensati per offrire timbri nuovi e più profondi.
Quante chitarre aveva in totale
Sommando elettriche, acustiche, strumenti orientali e chitarre custom, si stima che George Harrison abbia posseduto tra le 200 e le 250 chitarre nel corso della sua vita.
Non tutte erano usate regolarmente, ma molte di esse hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica. Dopo la sua morte, una parte significativa della collezione è stata conservata dalla famiglia, mentre alcuni strumenti sono stati esposti o battuti all’asta.
L’eredità musicale
La collezione di George Harrison non era fatta per stupire, ma per servire la musica. Ogni chitarra era un mezzo per esprimere un’idea, un’emozione, una ricerca interiore.
A differenza di altri chitarristi, non cercava il virtuosismo o il volume, ma il suono giusto al momento giusto. Ed è proprio per questo che le sue chitarre, più ancora del loro numero, hanno un valore storico incalcolabile.
In sintesi
Allora, quante chitarre aveva George Harrison? La risposta è: oltre 200 strumenti, molti dei quali oggi considerati tra i più importanti mai utilizzati nella storia del rock.
Dalle Gretsch degli esordi alla Rickenbacker a 12 corde, dalla Les Paul “Lucy” alla Stratocaster “Rocky”, fino alle acustiche e agli strumenti orientali, la collezione di George Harrison racconta la storia di un musicista che ha sempre messo l’anima prima della tecnica e la musica prima dell’ego.